Il gatto non è un crocchivoro
Sembra di dire una cosa innovativa… Quasi sovversiva, ma dovrebbe essere così naturale: il gatto è un carnivoro, non un crocchivoro.
I nostri gatti seguono una dieta “casalinga”, “naturale” (o barf, come si usa dire), secondo le loro esigenze di specie. Lo sappiamo, l’essere umano ha un’etica che lo può portare a decidere di seguire diete vegetariane o vegane. Ma l’etica è una caratteristica dell’uomo, e non del gatto. E hainoi, il gatto non può essere vegetariano, non può decidere di esserlo. La sua natura è l’opposto.
Una domanda, provocatoria, ma col solo intento di riflettere assieme e fare una scelta che anche io ho fatto, strada facendo:
Dareste ai vostri bambini croccantini per tutta la vita, perfettamente bilanciati in calorie e nutrienti, per paura che abbia carenze nutrizionali? Dareste ai vostri bambini pappette a tempo indeterminato, per paura che il cibo vero vada loro per traverso? Immagino che la vostra naturale risposta sia stata “beh, certo che no!”. E così di conseguenza viene spontaneo pensare: perché non nutrire il mio bengala con la carne, se millenni di evoluzione hanno creato in lui un sistema di digestione adatto a processare piccole prede (crude, ovviamente)? Solo perché pensiamo che con quei suoi dentini aguzzi non sia in grado di masticare parti complesse? O perché siamo stati convinti che senza il cibo industriale non starà bene?
Chiediamoci anche perché, quando un gatto mangia cibo industriale richieda molta più acqua, sporchi molto di più la lettiera… E a volte assuma un odore sgradevole. E poi… quelle stazze tanto puffose quanto esagerate per la salute. L’avete mai notato?
Un veterinario nutrizionista può accompagnare in questa scelta che, sebbene inizialmente può spaventare, credetemi: quando vedrete il vostro gatto approcciarsi con tanta naturalezza a quello che è il pasto che madre natura ha creato per lui, beh, ogni paura sparirà!
Ci sono ovviamente delle precauzioni da prendere, tra le tante ad esempio: le ossa le diamo crude, mai cotte.
Siamo sempre a felici di poter scambiare idee in merito all’alimentazione e per sostenere – anche moralmente – chi decide di prendere la strada del “naturale”. E chi ci guadagna (e vi ringrazierà) sarà il vostro amico micio!

